1 ottobre 2009

“1 Ottobre 2009” 

  • Tecnica: Gesso e Tecnica mista
  • Dimensioni: 87x63x153 cm
  • Produzione: Anno 2009
  • Stile corrente artistica: Figurativa Contemporanea
  • Provenienza: Attualmente esposto al Michele D’Avenia Art Gallery, Messina.
  • Bibliografia:

    L’opera è stata esposta:
    “Wannabee prize- International art contest” Galleria Wannabee – Milano 2010
    La mostra personale “La bellezza è possibile” Sale Duca di Montalto, Mura Puniche, Palazzo Normanni- Palermo 2013 “EXEMPLA” Percorsi nell’arte contemporanea, a cura di Alba Romano Pace con la collaborazione di Anna Maria Ruta, Real Albergo delle Povere, Palermo 2016.

Descrizione visiva

L’ opera  rappresenta un uomo risucchiato dal fango con le braccia levate al cielo in un ultimo, disperato e inascoltato grido d’aiuto. Mescolati in mezzo al fango, oggetti di vita quotidiana, ricordi, brandelli d’esistenza perduta per sempre.  Ai piedi dell’opera, 37 candele accese  rappresentano le vittime della tragedia. Il tragico evento dell’alluvione di Giampilieri è ormai apparentemente lontano nel tempo: già superato, dimenticato, archiviato.  Niente sarà più come prima: mancheranno all’appello quelle 37 vite, simboleggiate dalle trentasette candele accese; mancheranno quegli oggetti personali che sbucano dalla terra rimescolata: distrutti, orfani, inutili; mancheranno quelle case che hanno rappresentato l’illusione di un sicuro rifugio, sgretolandosi come cartapesta e trasformandosi in fredda e scura tomba. Il compito dell’arte è quello di non lasciare che ne svanisca il ricordo, riportando sotto gli occhi di tutti la visione di un uomo che lancia una straziante richiesta d’aiuto, sommerso dal fango che procede inesorabile e trascina con sé i pezzi di un puzzle che nessuno potrà mai ricostruire. L’opera è il simbolo di una tragedia che non è appartenuta solo a Giampilieri e a Scaletta e agli altri centri colpiti dal disastro, ma che ha scosso le coscienze di ciascuno di noi. Tragedie come questa non possono e non devono essere dimenticate: e l’arte, supportata dalle istituzioni, ha il dovere morale di farsi carico di lasciare un segno indelebile nel tempo, che testimoni il rispetto,  il dolore e l’imperituro ricordo di tutta la nostra comunità.