Chiamami, chiamami, chiamami...
Il dipinto ritrae una figura femminile seduta sul pavimento, immersa in una posa che esprime malinconia ed attesa. Con la mano sinistra, tiene un cellulare, come se stesse aspettando una chiamata o un messaggio. L’atmosfera è intima e quieta, con una luce soffusa che enfatizza le ombre e le sfumature, suggerendo un momento di introspezione. Il fondo crea un’atmosfera ovattata che suggerisce un senso di calma e solitudine.
Il dipinto evoca un profondo senso di solitudine ed attesa. La donna in una posa riflessiva, ha un atteggiamento di speranza non realizzata. Il titolo, “Chiamami, chiamami, chiamami…”, rafforza questo senso di desiderio e anticipazione, indicando forse che la protagonista sta aspettando una chiamata importante, che potrebbe rappresentare un legame emotivo o una connessione significativa nella sua vita. Il cellulare tenuto in mano ma posato sul pavimento suggerisce una sospensione tra il desiderio di comunicare e l’inevitabilità del silenzio. La luce soffusa e le tonalità scure contribuiscono a creare un’atmosfera intima e contemplativa, quasi come se il mondo esterno fosse distante e irrilevante. Questo dipinto esplora temi universali come la solitudine, il bisogno di connessione umana e l’attesa di una risposta che potrebbe non arrivare mai, rappresentando un momento di vulnerabilità e introspezione.
Bibliografia:
Sipario sulle Arti Visive, a cura di Lucio Barbera, “I volti dell’emozione” 2006.
Arte, Edizione Giorgio Mondadori, Gennaio 2007.
Luci e Ombre, testo critico di Floriano De Santi, Dir’Arte, 2009.
La bellezza è possibile, testo critico a cura di Alberto Agazzani, Fondazione Federico II, 2013.
Figurazione nuova, a cura di Stefania Petrillo, Di Nicolò edizioni, Funari Arte, 2014.
Beyond the Truth, testo critico di Anna Maria Ruta, a cura di Saverio Pugliatti, 2016.
Celeste Prize- https://www.celesteprize.com/opera/ido:4892/
