“Il compianto”
- Tecnica: Olio su tela
- Dimensioni: 304×206 cm
- Produzione: Anno 2009
- Stile corrente artistica: Arte sacra – Figurativa Contemporanea
- Contesto storico e culturale: Realizzata in un periodo di grande ricerca interiore
- Provenienza: L’opera è disponibile e visionabile presso Michele D’Avenia Art Gallery, Messina.
- Bibliografia: “Il compianto” Fede Arte Musica, Santa Maria all’Arcivescovado, Messina 2011
- “La Bellezza è possibile” Sale Duca di Montalto, Mura Puniche, Palazzo dei Normanni, Palermo 2013.
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Descrizione visiva
I personaggi in campo sono tre, la Maddalena, Maria e Gesù, collocati su tre piani in profondità. Immobilizzati da silenziosa comunicazione. Per nulla isolati né estraniati. Si offrono come “parola muta” che coinvolge nel “passaparola”. Non importa chi s’incontra per primo, se la Maddalena o Maria o Cristo, perché ognuno rimanda all’Altro. Sicchè i personaggi sono tre ma i protagonisti sono almeno quattro. L’ombra proiettata in basso a sinistra è segno della presenza dell’Assente. E’ fuori scena ma osservatore, interlocutore, testimone. Questa inclusione dell’Assente conferisce ulteriore significato a tutta la comunicazione.
…La scena raffigurata sta sospesa fra piani spaziali visibili e simbolici. I personaggi sono collocati su di un altopiano. Vi è l’allusione al “monte” che nella Bibbia è luo go decisivo nell’esperienza di Dio. Da questa piattaforma l’occhio precipita vertiginosamente nell’allusione all Stretto e s’innalza nella dimensione misteriosa del Cielo. Si sta sul ciglio che segna la soglia e il limite – non solo dello spazio – e che permane metafora dell’esistere e del credere. Questa “dimensione liminale” caratterizza l’opera di D’Avenia.
…La figura della Maddalena occupa buona parte del dipinto e dell’attenzione. Il suo mantello rosso irrompe, s’impone, attrae, compromette. La Maddalena è perenne memoria della verità scomoda, di molti peccati perdonati per aver molto amato, dell’Amore che copre una moltitudine di peccati. Non può mancare mentre c’è Gesù morto per donare liberazione, perdono, dignità. I suoi occhi rimangono fisssi sopra di lui. La sua mano sinistra rammenta colpa, rimorsi, rimpianti che le trafiggono il cuore nel quale si rimescolano promesse, aneliti, speranza. Con la mano destra assicura vicinanza e sostegno alla Madre e tramite lei mantiene il contatto con Gesù. Da Maria riceve fiducia, che le permette di stare sospesa su un piede.
…Sul ciglio del monte, come su di un altare, rimane un abbraccio. Ricompone uno strazio. Impedisce la lacerazione fra l’Alto, al quale la Madre aggrappa lo sguardo, e il basso nel quale discende il Figlio. Il Figlio dorme. Le dita della mano destra di maria affondano nella carne morbida del Cristo. Come quel giorno al Tempio, ancora una volta Maria presenta il Figlio al Padre e dal Figlio è presentata.
…Pietre, chiodi, corona di spine… rimangono nel primo piano del mondo. Il lenzuolo bianco lo ritroveremo nel sepolcro, ma senza di lui.
